DEMO-OLIOP: Azioni dimostrative per lo sviluppo nella produzione di olio d’oliva extravergine nell’Oltrepò Pavese.
La realtà olivicola del Nord Italia, se comparata alla realtà nazionale, rappresenta un segmento marginale rispetto alle 300 – 500 mila tonnellate di olio che in media sono prodotte ogni anno. Infatti, si può stimare una produzione lombarda nell’intorno delle 800 – 1000 tonnellate/anno. È facilmente intuibile come la temperatura sia l’elemento più significativo che influenza lo sviluppo e la diffusione della specie: l’olivo, pianta xerofita sempreverde, richiede un clima mite senza forti sbalzi termici e temperature che non scendano mai, per periodi troppo prolungati, al di sotto di -8 °C.
Molte evidenze, provenienti dalla letteratura e da indagini archeo-botaniche indicano che negli ultimi due millenni l’estensione dell’area coltivata a olivo è cambiata e che il clima è stata la variabile principale che ha guidato questo processo. Le proiezioni climatiche indicano una progressiva riduzione nella coltivazione dell’olivo nell’area nordafricana, nella Penisola Iberica meridionale e nel Vicino Oriente, mentre si prevede una sua espansione a nord-ovest rispetto alla sua distribuzione attuale in zona mediterranea (oltre il 45° parallelo N, classico limite ora superabile).
Le conseguenze del cambiamento climatico sono già oggi evidenti in tutto il mondo. Siccità, ondate di calore, inondazioni e tempeste estreme stanno diventando più frequenti e intense, causando danni ingenti alle infrastrutture, alle colture e all’ambiente. Questi effetti, seppur negativi, possono rappresentare nuove opportunità di sviluppo e crescita, come nel caso delle coltivazioni di tipo mediterraneo che potrebbero essere estese più a nord e più in quota. Allo stesso tempo però, se le previsioni del cambiamento climatico andranno, come previsto, verso scenari ancora più impattanti, gli olivicoltori locali dovranno implementare le competenze e attrezzarsi anche per far fronte, ad esempio, a crisi di stress idrico estivo, promuovendo azioni di mitigazione (come inerbimenti e pacciamature).
Il territorio dell’Oltrepò Pavese non fa eccezione, con evidenze già di fenomeni negativi, ma allo stesso tempo forse anche di nuove possibilità se si pensa alla reintroduzione e all’incremento della coltura dell’olivo, entità tipicamente mediterranea. La coltivazione empirica dell’olivo ha cominciato a popolare alcune aree riscontrando, da parte dei produttori, evidenti caratteristiche di adattabilità tanto da ipotizzarne la nascita di una nuova filiera produttiva.
Il progetto DEMO-OLIOP nasce dalla necessità di promuovere un’olivicoltura sostenibile e innovativa nell’Oltrepò Pavese, valorizzando le potenzialità di un territorio con un’olivicoltura di frontiera in forte sviluppo. Attraverso un approccio multidisciplinare, fatto da azioni dimostrative in campo e seminari, il progetto si propone di fornire agli agricoltori le competenze e gli strumenti necessari per gestire in modo ottimale i propri oliveti, ottenendo produzioni di alta qualità e riducendo l’impatto ambientale. In questo modo, si contribuirà a rafforzare la competitività delle aziende agricole, a valorizzare i genotipi locali e a soddisfare le crescenti richieste dei consumatori per prodotti sani e sostenibili.
Il progetto affronta le sfide legate alla scarsa diffusione di pratiche agricole sostenibili, alla necessità di valorizzare i genotipi locali e alla mancanza di competenze specifiche nel settore, contribuendo così a creare un sistema agroalimentare più sostenibile e resiliente, valorizzando un prodotto di qualità superiore.
Il progetto DEMO-OLIOP vuole essere un’iniziativa completa e ben allineata con le politiche agricole europee. Le azioni previste non solo migliorano la qualità e la sostenibilità della produzione olivicola, ma contribuiscono anche alla conservazione della biodiversità, alla valorizzazione del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e allo sviluppo economico delle zone rurali.